Assuan sorge a sud del Paese sulle sponde del Nilo, dove le acque del fiume incontrano il deserto formando piccole isole. Conosciuta nell’antichità come Ta Seti, fu ribattezzata dagli egiziani con il nome di Syene che significava ‘luogo del commercio’.
Gli abitanti sono per la maggior parte nubiani, arrivati qui durante la costruzione della grande diga di Assuan; con la costruzione della diga è nato anche un grande bacino artificiale che si estende a sud fino ad arrivare nel Sudan, questo bacino ha preso il nome di Lago Nasser.
Il piccolo villaggio di Assuan si è via via trasformato in un’attrazione turistica: il lungofiume, o Corniche di Asswan, è forse il più famoso di tutto l’Egitto, in quanto si affaccia su un tratto particolarmente suggestivo pieno di isolotti ricoperti da palmeti; a nord dalla Corniche, verso l’interno si trova il mercato di Assuan, un’esplosione di fragranze e colori esotici, ricco di spezie, tessuti, tappeti e gioielli nubiani. Tra le attrazioni della città troviamo anche l’Isola elefantina che per secoli è stata il cuore pulsante di questa città, abitata sin dal 3.000 a.C.A circa 1 km a sud di Assuan è visibile il gigantesco ‘obelisco incompiuto’ rimasto ancora nella sua cava risalente al Nuovo Regno (le sue dimensioni, se fosse stato completato, supererebbero il 40 m di altezza).Assuan, oltre che per la sua diga è conosciuta a livello turistico soprattutto perché rappresenta il punto di partenza per le visite del Tempio di Abu Simbel; il complesso archeologico di Abu Simbel è composto da due grandi Templi scavati nella roccia, al fianco della montagna, fatti erigere dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C., per intimidire i vicini Nubiani e per commemorare la vittoria nella Battaglia di Kadesh. Nel 1979 è stato riconosciuto come sito patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Il Tempio Maggiore è, tra i molti monumenti eretti dal faraone Ramses II, il più grande e maestoso tempio di Abu Simbel: sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri, in ognuna il faraone indossa le corone dell’Alto e del Basso Egitto, il copricapo chiamato “Nemes” che gli scende sulle spalle, ed ha il cobra sulla fronte; ai lati delle statue colossali ve ne sono altre più piccole, la madre e la moglie Nefertari, mentre tra le gambe ci sono le statue di alcuni dei suoi figli; sopra le statue, sul frontone del tempio, in origine c’erano 22 statue di babbuini, tante quante erano le province dell’Egitto. Una delle statue di Ramses è senza testa, che, crollata, forse a causa di un terremoto, è rimasta ai piedi della stessa. Grazie all’orientamento del tempio, due volte l’anno il primo raggio del sole si focalizza sul volto della statua del faraone: il 22 febbraio, giorno della sua nascita, ed il 22 ottobre, giorno della sua incoronazione.A nord del tempio maggiore, ad un centinaio di metri, si trova il tempio, scavato anch’esso nella roccia, dedicato ad Hathor ed a Nefertari, moglie di Ramses. Con la costruzione della diga di Assuan questi monumenti rischiarono di essere sommersi, dopo vari studi, che coinvolsero esperti di varie nazioni si decise di tagliare la montagna pezzo per pezzo e ricostruire i templi 300 metri più indietro rispetto alle sponde e 65 metri più in alto. Fu un lavoro enorme che durò dal 1964 al 1968.Assuan si trova nelle zone interne più meridionali dell’Egitto ed è soggetta pertanto ad un clima desertico. Le precipitazioni qui sono quasi totalmente assenti, le giornate sono limpide e soleggiate con una importante escursione termica tra il giorno e la notte. Il periodo migliore per visitarla e visitare i siti archeologici è l’autunno/inverno quando le temperature di giorno si assestano sui 25°C e scendono verso i 10°C di notte. L’estate non è consigliabile in quanto durante il giorno le temperature arrivano a livelli molto caldi anche oltre i 45°C.
