Efeso è stato un importante e ricco centro commerciale, al confine tra occidente ed oriente e la capitale della provincia romana dell’Asia Minore. Le sue origini probabilmente risalgono al XV e XIV secolo a.C. e per la sua importanza sia dal punto di vista culturale che commerciale divenne la terza città più potente del mondo antico dopo Roma e Alessandria d’Egitto.
Oggi è uno dei più noti siti archeologici del Mar Mediterraneo e attira costantemente migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Tra le rovine è possibile ammirare il Teatro, il piccolo tempio di Adriano, la Biblioteca di Celso e i numerosi stabilimenti di bagni pubblici. Il Tempio di Artemide un tempo era uno dei più grandi monumenti di Efeso e dell’antichità ma purtroppo oggi ne rimangono solo alcune colonne in quanto venne raso al suolo nel 401 per ordine dell’arcivescovo di Costantinopoli.
Il Teatro di Efeso, di grande effetto visivo, è il monumento più grande e spettacolare dell’intero sito archeologico. Fu progettato secondo lo stile ellenistico a forma semicircolare e scavato nella collina, in grado di ospitare fino a 25.000 spettatori. Ancora oggi la sua acustica è rimasta come quella di un tempo grazie a un restauro che ha mantenuto le sue caratteristiche originali.
L’Agora è la piazza principale di Efeso: un tempo era circondata da importanti edifici politici e da una basilica a tre navate in onore di Artemide, Augusto e Tiberio. Vicino alla basilica si trovavano due piccoli tempi dedicati a Roma e Cesare e nella piazza sorgeva un tempietto dedicato al culto di Augusto. Qui si trova la splendida Biblioteca di Celso, il monumento più noto di Efeso dedicato a Tiberio Giulio Celso, un importante personaggio degli inizi del II secolo. La facciata è finemente decorata con diversi tipi di marmi e da quattro nicchie in cui si trovano le statue raffiguranti le virtù riferite alla vita di Celso: saggezza, virtù, benevolenza e sapienza. L’interno della biblioteca e tutti i suoi libri vennero distrutti da un incendio così rimase in piedi la sola facciata che successivamente venne convertita in un ninfeo.
Le domus erano delle bellissime case nobiliari, costruite in terrazzamento: le pareti sono decorate con meravigliosi affreschi e mosaici, in particolare gli appartamenti e le domus che si affacciano sul pendio lungo la Via dei Cureti. All’interno dell’antica città si trova la Chiesa di San Giovanni, luogo che nel tempo è divenuto meta di pellegrinaggio cristiano. La città nel corso dei secoli fu invasa da popolazioni barbare, saccheggiata e in seguito abbandonata in epoca bizantina causando così il declino dell’impero.
