Il Delta dell’Okavango, in Botswana, è il secondo più grande delta fluviale interno del mondo, dopo il delta interno del Niger e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. Complessivamente, il fiume porta ogni anno circa 11 chilometri cubi di acqua, che vengono scaricati dal delta direttamente nella sabbia del Kalahari, formando una pianura alluvionale di 15 000 km² di estensione, caratterizzata da una complessa e mutevole griglia di canali, lagune e isole.
Nel 1965 una parte del territorio del delta è stato dichiarato riserva naturale, col nome di Riserva faunistica Moremi (circa 3000 km²). Il Delta dell’Okavango è uno dei più estesi sistemi idrici interni del mondo. Le sue sorgenti partono dalle alture occidentali dell’Angola, che insieme a numerosi affluenti formano il fiume Cubango, che giunge in Namibia col nome di Kavango e finalmente entra in Botswana, dove prende il nome di Okavango. Milioni di anni fa l’Okavango scorreva fino ad un lago interno chiamato lago Makgadikgadi, ora divenuto la distesa desertica di Magkadikgadi Pans.L’attività tettonica e le faglie interruppero il corso del fiume causando l’odierna stagnazione che oggi forma il Delta. Questo ha creato un unico sistema di acque che supporta un ecosistema di fauna e flora, al posto di quella che sarebbe stata la savana arida del Kalahari. Le piene del Delta iniziano con le piogge in Angola, che vanno da ottobre ad aprile, e giungono ai confini fra Namibia e Botswana in dicembre per raggiungere la parte meridionale del Delta a Maun a metà luglio, impiegando così quasi nove mesi dall’estremità settentrionale a quella meridionale. Questa lenta fase di piena è dovuta alla mancanza di dislivello del Delta, solo 60 metri in 450 chilometri. Alla fine della sua corsa, il delta si esaurisce nel Kalahari, tramite il fiume Boteti e l’evaporazione del 95% dell’acqua rimasta.Durante la fase di picco della piena, l’area del Delta si espande fino a 16.000 chilometri quadrati, ritornando a circa 9.000 chilometri quadrati nei periodi di secca. Col movimento delle acque all’interno del Delta, si muovono gli animali, e si accentrano ai bordi alluvionali da maggio a ottobre. L’ambiente del delta, ha una grandissima popolazione di fauna diversa e specifica dell’area: coccodrilli, Lechwe rossi, sitatunga, elefanti, licaoni, bufali, gru, jacana si sommano i mammiferi e gli uccelli più comuni. Il miglior periodo per i safari fotografici va da maggio a ottobre, quando la vita animale è concentrata intorno alle aree alluvionali e la vegetazione è divenuta secca, il periodo migliore per il bird watching è invece durante la stagione delle piogge da novembre ad aprile nel momento in cui le popolazioni di uccelli migratori fanno ritorno e le piante sono verdi e in fiore.A nord ovest, nel bel mezzo del delta dell’Okavango si trova la riserva naturale di Mooremi, delimitata da paesaggi aridi e distese paludose, è considerata da molti come una delle riserve più belle del paese. Mooremi, che rappresenta circa il 20% della superficie del delta, possiede una grande varietà di animali: bufali, elefanti, giraffe, leoni, leopardi, ghepardi, cani selvaggi, iene, sciacalli e antilopi.Nel Botswana il clima è sub-tropicale, arido o semiarido a seconda delle zone. L’estate, da novembre a marzo, è molto calda e moderatamente piovosa, le piogge si presentano soprattutto sotto forma di rovescio o temporale pomeridiano o serale. Il periodo migliore per visitare il Botswana è l’inverno australe, da maggio ad agosto: il cielo è sereno, l’aria è secca, di giorno c’è un caldo piacevole o comunque sopportabile, e gli animali della savana sono facili da avvistare. Ogni tanto, il Botswana può essere raggiunto dai cicloni tropicali, che provengono dall’Oceano Indiano, che sono più probabili da fine dicembre a metà aprile.
