La zona del cratere del Ngorongoro e gli altipiani offrono una grande, varietà di microclimi, tali da rendere questa regione una delle più interessanti del nord della Tanzania meritevole non solo per il rinomato cratere ma anche per le camminate ed il trekking in un contesto molto scenico e tutt’ora ben preservato. Nel 1978 l’area è stata dichiarata patrimonio del mondo e nel 1981 International Biosphere Reserve, Ngorongoro non è un parco nazionale ma un’area di conservazione: questo significa che contestualmente alla salvaguardia dell’ecosistema viene riconosciuto il diritto dei Masai a vivere nel territorio.
Il territorio di competenza della Ngorongoro Conservation Area può essere suddiviso in 4 zone: Il cratere di Ngorongoro: Il suo diametro è di circa 20 km e le pareti sono alte 600 mt. dimensioni tali da far presumere che Ngorongoro fosse, in origine, ben più alto del Kilimanjaro.Grazie alla varietà di habitat ospita circa 30.000 animali residenti tutto l’anno inclusi bufali, elefanti, leoni, rinoceronti e ghepardi ed una grande varietà di uccelli tra cui struzzi, aquile, poiane, falchi e fenicotteri. Fanno eccezione le giraffe che mancano completamente. Sul fondo del cratere è possibile trovare pascoli, paludi, foreste e il lago Makat (termine che i Maasai usano per dire per ‘sale’), un lago alcalino in cui affluisce fiume Munge. Tutti questi vari ambienti attirano la fauna selvatica, qui possono bere, nuotare, pascolare, nascondersi o arrampicarsi. Il cratere di Ngorongoro è una delle aree della Tanzania in cui è possibile vedere il rinoceronte nero, purtroppo in via di estinzione, poiché riesce ancora a prosperare in questo ambiente protetto (attualmente è una delle poche aree in cui continuano a riprodursi in natura). Tra i predatori è facile riuscire ad incontrare i leopardi e si possono vedere dei favolosi leoni dalla criniera nera. In fine vi si trovano molti fenicotteri che sono attratti dalle acque del Lago Magadi.Per le sue piccole dimensioni Ngorongoro è paragonabile ad uno “zoo” a cielo aperto.Gli altipiani orientali: si estendono ad est del cratere di Ngorongoro e sono delimitati a sud dalla Grande Rift Valley ed a nord dalle savanne del Serengeti; sono comunemente associati al maestoso cratere ma non appena ci si allontana un pò il paesaggio cambia e si fa selvaggio ed assai poco frequentato.Gli altipiani meridionali: lasciando alla propria destra il cratere di Ngorongoro si trova la collina di Irsimigiyo, dovesi può salire verso la cima del monte Lemagarut e può camminare nei prati fino a raggiungere un punto panoramico sul Lago Eyasi.Le savane del nord parte integrante dell’ecosistema del SerengetiVero sud-est della zona del Ngorongoro si trova il famoso Lago Manyara ed il relativo parco, considerato un vero e proprio paradiso degli uccelli con oltre 380 specie diverse. A differenza di altri parchi il Manyara offre lo spettacolo di grandi stormi più che di singoli avvistamenti: a seconda della stagione, lungo le rive si possono avvistare stormi di pellicani bianchi, pellicani grigi, fenicotteri, cicogne, cormorani, tantalo dal becco giallo e molte altre specie acquatiche incluse quelle eurasiatiche migratorie, il lago nella stagione verde è, inoltre, frequentato da migliaia di fenicotteri.Nella zona dell’area del Ngorongoro il clima è di tipo subtropicale: con una stagione secca e relativamente fresca da maggio ad agosto, una stagione più calda e ancora abbastanza secca a settembre e ottobre, e una stagione piovosa e abbastanza calda da novembre ad aprile. Il periodo tra dicembre e marzo è considerato di alta stagione, come quello da luglio a settembre. Aprile è notoriamente il mese più piovoso, ma anche il preferito dai fotografi.
