Evora, situata in cima a una dolce collina che si eleva sulla piana dell’Alentejo è la città più grande della regione dell’Alentejo.
?? un’affascinante cittadina fortificata con numerosissime attrazioni risalenti a epoche diverse e per la numerosa presenza di testimonianze architettoniche negli stili più vari: gotico, rinascimentale, manuelino, neoclassico, manieristico e barocco, è considerata una città-museo e Patrimonio dell’umanità UNESCO.
?? caratterizzata da un’imponente cinta muraria e un labirinto di stradine che si sviluppano nel centro storico, dominato da una cattedrale medioevale. Le strette vie sono fiancheggiate da case bianche e interessanti i monumenti che raccontano la storia di ??vora e la ricchezza del suo patrimonio. Nel XV secolo la città è stata scelta dai re del Portogallo come residenza per la sua atmosfera tranquilla e accogliente. Questo ha contribuito allo sviluppo culturale e all’importanza che ??vora ha avuto nei secoli successivi.
Praça do Giraldo, la piazza principale della città, è stata in passato teatro di sanguinosi eventi storici, come l’esecuzione del duca Fernando di Bragança o il rogo delle vittime dell’Inquisizione. Oggi invece è il luogo ideale per rilassarsi e prendere un caffè all’aperto. Qui si trova la Igreja de Santo Antão e il Chafariz, una fontana di marmo con otto cannelle che simbolicamente rappresentano le otto vie che convergono nella piazza. Una di queste, Rua 5 de Outubro, conduce alla Sé, la cattedrale medievale dove vennero benedette le bandiere della storica spedizione di Vasco de Gama. ?? un edificio il cui aspetto ricorda una fortezza, stretta tra due torri di granito rosa, mentre l’interno è un capolavoro gotico. Qui è possibile ammirare il chiostro trecentesco, le tombe degli arcivescovi e il museo di arte sacra.
Il Tempio Romano di ??vora, edificato circa 2000 anni fa, è uno dei simboli della città e uno dei monumenti di epoca romana meglio conservati di tutta la penisola iberica. ?? anche uno dei più misteriosi in quanto ancora oggi gli archeologi non hanno stabilito a quale divinità fosse dedicato. La sua lunga storia è anche il racconto delle numerose trasformazioni subite e dei diversi utilizzi che ne fecero nel corso dei secoli. Questo magnifico reperto storico testimonia che il foro romano della città di ??vora era consacrato al culto imperiale, in contrasto con una tradizione seicentesca che lo considerava consacrato alla dea Diana. Oggi vanta splendide colonne corinzie perfettamente conservate e scavi recenti hanno rivelato che era circondato da un portico e da uno specchio d’acqua.
La Cappella delle Ossa è l’attrazione più macabra e al tempo stesso sinistramente affascinante di ??vora. ?? una chiesa le cui pareti sono ‘decorate’ di ossa e teschi umani, venne costruita inizialmente nel XVI secolo per merito di un monaco francescano il quale, secondo lo spirito dell’epoca contro riformista, intendeva condurre i propri confratelli alla meditazione sul mistero della morte. Così le ossa lungo le pareti della chiesa ha avuto un effetto simbolico, ricordare agli esseri umani la caducità della vita e la vista d’insieme di questo mosaico d’ossa ha un fascino magnetico.
