Mombasa, capoluogo dell’omonimo distretto, è la seconda città più grande del Kenya con 1.200.000 abitanti, in swahili viene chiamata Kisiwa Cha Mvita che significa “isola di guerra’.
Il nome originale della città è Manbasa in lingua araba, in quanto la città fu fondata nell’XI sec. dai mercanti arabi divenendo rapidamente il principale polo commerciale dell’Africa orientale.
Nel 1638 divenne ufficialmente una colonia portoghese, acquisendo un ruolo importante come roccaforte per il collegamento verso le colonie in India; nel 1698, la città passò anche sotto l’influenza del Sultanato dell’Oman, finchè nel 25 maggio 1887 l’amministrazione di Mombasa fu acquisita dalla British East Africa Association inglese e passò completamente sotto il controllo britannico, diventando capitale del British East Africa Protectorate, che ne fece il punto d’arrivo della ferrovia dell’Uganda; la città rimase nominalmente sotto la sovranità di Zanzibar Zanzibar fino al 1963 quando venne ceduta definitivamente al neonato stato indipendente del Kenya.
La città si trova sull’omonima isola ed è separata dal continente da due piccoli fiumi (Tudor Creek e Kilindini Harbour). Possiede il più importante porto sulla costa orientale africana che serve sia il Kenya che le nazioni dell’entroterra, consentendo il traffico da e verso l’Oceano Indiano.
Possiede anche un aeroporto internazionale, il Moi International Airport situato nel sobborgo di Chaani a nord ovest, sulla terraferma, è luogo di passaggio quasi obbligato per il turismo nelle zone costiere della nazione. L’isola a nord è collegata alla terraferma dal ponte Nyali Bridge, a sud dal servizio di traghetti e a ovest dalla Makupa Causeway.
L’attrazione principale della città è Fort Jesus: una fortezza del XVI sec. di opera portoghese situata zona antica che domina l’ingresso al porto, nata come roccaforte a protezione dei vari padroni succedutisi nei secoli, fu trasformata in prigione dagli inglesi e tale rimase fino al 1958 quando i britannici, riconoscendone il valore storico spostarono le prigioni altrove e ne cominciarono i restauri. Oggi il forte ospita un museo che illustra le tradizioni Swahili e le testimonianze della presenza di cinesi, indonesiani, malesi e indiani in città.
Mombasa a nord e a sud è circondata da centinaia di chilometri di spiagge caratterizzate da sabbia finissima protette dalla barriera corallina facilmente raggiungibile a nuoto o a piedi durante la bassa marea.Sulla costa oceanica dove è situata Mombasa il clima è di tipo tropicale: fa molto caldo da novembre a marzo, con temperatutre intorno ai 31/32 gradi (con punte di 36/37 °C) e umidità elevata; a gennaio e febbraio piove poco, mentre a marzo e dicembre è possibile qualche rovescio. La stagione delle lunghe piogge qui è spostata in avanti rispetto al resto del Kenya e va da aprile a giugno, con maggio come mese più piovoso. La stagione delle brevi piogge si fa sentire a Mombasa con qualche rovescio ad ottobre e novembre, in genere poco intensi. I mesi migliori sono agosto e settembre: i meno caldi, ben soleggiati e con piogge non abbondanti, sotto forma di brevi rovesci che lasciano presto spazio al sole.
