La capitale dell’Ecuador si trova a 3.000 metri circa sopra al livello del mare, la città è circondata dai vulcani Pichincha, Cotopaxi, Antizana e Cayambe. Al suo interno c’è una fusione tra il moderno e l’eredità lasciata dal dominio coloniale e dai meticci: per la sua bellezza, le sue tradizioni e le sue leggende, nel 1978 è stata dichiarata dall’UNESCO ‘Patrimonio culturale dell’umanità’.
Eretta sopra le rovine di un antico centro aborigeno degli Indios Shyris e fondata dagli Spagnoli il nel 1534, Quito, al suo interno, è divisa in tre zone molto differenti tra di loro per architettura e particolarità culturali.Al nord si trova la parte moderna di Quito dove si trova la parte più commerciale; al centro c’è la parte più antica legata alla presenza Coloniale in questo paese. In particolare è proprio in questa zona che si celebrano festività, processioni e eventi culturali. Nella parte sud invece c’è la zona più “giovane” con manifestazioni di nuove forme di cultura e interazione sociale.
Il cuore di Quito è il centro storico dove si trovano palazzi, chiese, monasteri, quasi tutti restaurati. Per assaporare le complesse geometrie del centro storico bisogna salire sul Panecillo, bassa collina che sovrasta tutta la zona coloniale, dominata dalla statua di una Madonna e offre un panorama stupendo su tutta la città sottostante. Sotto, nelle strade colme di gente, sfilano le bellezze barocche.
I monumenti più importanti sono la chiesa della “Compañia de Jesús”, ispirata alla Chiesa del Gesù di Roma, e considerata una delle più importanti opere barocche del Sud America; la chiesa di San Francisco (1534-1650), quella di San Agustin, la Basilica del Voto Nacional e il complesso di edifici affacciati sulla Plaza Grande: la cattedrale, il palazzo arcivescovile, il palazzo di Carondelet (attuale sede del governo). Il centro storico è di per sé un monumento che dimostra l’abilità e l’origine meticcia da cui proviene la cultura ecuadoriana.
