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Parco Nazionale del Serengeti

Il Serengheti è il Parco più famoso della Tanzania, il suo ecosistema ospita più di 1.500.000 gnu, circa 300.000 zebre, 500.000 gazzelle di Thompson, più di 2700 leoni, 1000 leopardi, 500 ghepardi, enormi mandrie di elefanti, eland, impala, antilopi d’acqua, giraffe, struzzi, genette, e i corsi d’acqua sono popolati da coccodrilli e ippopotami, vi sono inoltre più di 400 le specie di uccelli.

I 15.000 kmq del Parco Nazionale del Serengeti costituiscono solo la porzione maggiore di un ecosistema più vasto, che include anche le Ngorongoro Plains (la regione pianeggiante a Nord Est del Cratere di Ngorongoro (che gioca un ruolo importantissimo nella celebre migrazione) e il Maasai Mara (che si trova più a nord, in Kenya). Qui l’orografia, la composizione dei suoli e, conseguentemente, il tipo di vegetazione, permettono di effettuare molti avvistamenti nel corso di un safari: il sottosuolo, costituito da rocce vulcaniche, impedisce nella maggior parte del parco la crescita di piante ad alto fusto e prevalgono le praterie, quindi l’ambiente aperto favorisce gli avvistamenti.Gli gnu e le zebre del parco, sempre alla ricerca di nuovi pascoli e di acqua, sono i protagonisti del più grande movimento migratorio di animali selvatici al mondo la celebre ‘Grande Migrazione del Serengheti’: tra dicembre e marzo in seguito alle piccole piogge le grandi mandrie si radunano nelle pianure di erbe basse, tenere e ricche di nutrimento, che si estendono tra le Ngorongoro Plains e il Serengeti meridionale sono colme di erbivori a perdita d’occhio, tra gennaio e marzo è anche la stagione dei parti: l’80% dei nuovi nati vede la luce proprio ora e i felini attendono con ansia questo momento (è un periodo in cui le probabilità di assistere a scene di caccia aumentano); tra maggio e giugno le piogge sono ormai finite e dopo aver esaurito i pascoli delle pianure di erbe basse le mandrie iniziano a dirigersi verso nord, col proseguire di maggio gli erbivori si radunano in numeri via via crescenti lungo il corso del Fiume Grumeti infestato dai famelici coccodrilli del Nilo, gli erbivori devono necessariamente attraversarlo per poter raggiungere il Serengeti settentrionale, la zona di pascolo abituale durante il periodo da luglio a settembre, questo è il momento dei celebri attraversamenti, che vedono alcuni esemplari soccombere tra le fauci dei feroci rettili; tra luglio e settembre le mandrie si spingono ancora più a nord, verso la zona del Serengeti settentrionale nota come Mara Triangle, questo è il momento in cui si assiste agli epici attraversamenti in massa del fiume Mara, anch’esso, come il Grumeti, abitato da enormi coccodrilli; in settembre parte degli gnu attraversa il fiume Mara per entrare nel Maasai Mara Game Reserve, in Kenya, mentre altri restano nel Serengeti settentrionale, in Tanzania; con l’arrivo delle piccole piogge, le mandrie iniziano la loro discesa verso sud verso Serengeti nord-orientale.Nel Parco del Serengheti il clima è di tipo subtropicale: con una stagione secca e relativamente fresca da maggio ad agosto, una stagione più calda e ancora abbastanza secca a settembre e ottobre, e una stagione piovosa e abbastanza calda da novembre ad aprile. Il periodo tra dicembre e marzo è considerato di alta stagione, come quello da luglio a settembre. Aprile è notoriamente il mese più piovoso, ma anche il preferito dai fotografi: la savana è incredibilmente verde, la fauna abbondante, il cielo assume colori particolari.